Nel baule dei ricordi

La fotografia può fermare il tempo.
Ben lo sapevano i nostri “vecchi” che agli inizi del Novecento con i loro abiti migliori si recavano negli studi fotografici di Domodossola per immortalare momenti significativi della loro vita. Possiamo immaginare l’importanza dell’evento a cui si preparavano con cura, ma anche la gioia o la malinconia di vedersi ritratti in bella mostra quando erano ormai trascorsi anni.
Le fotografie restituiscono anche a noi un po’ del tempo passato. I volti seri, volutamente anonimi, perché più che l’identità dei soggetti ritratti ci è sembrato interessante osservare il loro abbigliamento – abiti certamente ma anche acconciature ed accessori - ci riportano ad un mondo lontano.
Da sempre l’abito rappresenta un importante segno di comunicazione; fin dall’antichità ha permesso di identificare il ruolo della persona all’interno della società, varia infatti in base al sesso, alla posizione sociale, all’età ed altro ancora.
Per secoli gli abiti hanno sancito anche l’appartenenza ad una comunità per cui si parla di costume tradizionale per indicarne la tipicità. Il costume conserva profondi significati e ci consente di ricostruire quello che eravamo. Abbiamo pertanto ritenuto doveroso completare la nostra testimonianza con un omaggio ai gruppi folk di Trontano e di Cosasca, che hanno il merito di conservare e trasmettere alle future generazioni importanti valori culturali, nell’anno in cui festeggiano rispettivamente il trentennale e il decennale di attività.
Gli oggetti che corredano la mostra hanno il pregio di aver attraversato indenni il tempo e in questo consiste il loro fascino: grazie ad essi noi ritroviamo chi è stato prima di noi e ne raccogliamo idealmente il testimone.